IL VOTO, UN DIRITTO E UN DOVERE. COME TI AGGIRO LA DEMOCRAZIA.
Dicono “Votare è un diritto e un dovere”. Sarà vero ? Analizziamo insieme questa esclamazione.
1 giugno, 2024 di
IL VOTO, UN DIRITTO E UN DOVERE. COME TI AGGIRO LA DEMOCRAZIA.
Staff Repubblica Veneta
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Prot. 05/24.05.003.COM

Tempo di lettura: 7 minuti  - Versione audio disponibile a fondo pagina.

A Breve, ci sarà una nuova tornata di votazioni italiane con tutto il carrozzone che ne consegue, si elargiscono promesse puntualmente disattese il giorno dopo il voto, e da questo teatrino di quartiere non se ne salva nessuno.

Per una persona con un minimo di intelletto, fa persino tenerezza il passaggio pubblicitario televisivo distribuito su tutti i media su come si vota che conclude con un perentorio e solenne “Votare è un diritto e un dovere”.

Questa frase l’ha inventata un manipolatore seriale. Come ci si può sentire in un dovere andare a votare con la certezza che verrà tutto disatteso da parte di tutti e da tutte le correnti politiche? Come si può far passare un momento solenne, l’atto di andare a votare, scegliendo il meno peggio turandosi il naso perché l’esperienza di chi ha già alle spalle diverse tornate elettorali ha oramai capito che ti fregano a prescindere, giustificandolo che è un dovere?

Continuare a reggere il sacco a questi furfanti è da masochisti.

Quando si vota, si sceglie qualcuno che dovrebbe rappresentare la propria visione del mondo e le proprie necessità, ma in realtà non si fa altro che eleggere una persona che, come un liquidatore fallimentare, rappresenta i poteri alti, poteri talmente immensi e corrotti da potere agevolmente schiacciare qualsiasi elettore in un battito di ciglia. Schiacciare qualsiasi eletto che se anche fosse una persona integerrima presto verrebbe assimilata dal sistema che come un virus non ti lascia scampo fagocitandoti oppure ti brucia. Molte volte lo abbiamo potuto già constatare.

Nel momento in cui riusciremo a comprendere che un segno a matita tracciato su di una scheda colorata non rappresenta, in quanto tale, un atto di libertà e di civiltà, allora saremo forse in grado di pretendere coerenza, intelligenza e sentimento da tutti coloro che chiedono elemosine perenni, senza mai dare nulla in cambio.

Quindi non credere a coloro che ti dicono che non votare significa lasciare carta bianca alle politiche di questi personaggi che comandano nelle Commissione della E.U. o ai burattini insediati sulle “poltrone italiane”, essi stessi sono un ingranaggio del sistema in cerca di un posto al sole.

L’unico dovere che ha una persona nel pieno delle proprie facoltà mentali è quello di sottrarsi a questo gioco dove l’unico a perdere sempre è l’elettore che proprio con la sua partecipazione legalizza il gioco né più né meno come se si partecipasse al gioco delle tre carte o dei tre campanelli che truffatori fanno nelle sagre paesane o nelle piazzole di sosta delle autostrade.

Quale differenza fa? È democrazia dire “mangia questa Minestra, (per non dire altro) o salta dalla finestra” ?

Credo che si sia toccato il fondo e sia giunto il momento di dire BASTA.

Questo è quanto siamo a raccomandare a tutti i Veneti indistintamente, di smettere di partecipare a questo gioco dove a rimetterci sono sempre i Veneti, sempre repressi, mai ascoltati nemmeno quando interpellati politicamente su scelte del loro futuro, vedi il voto sul tristemente famoso referendum per l’autonomia disatteso pur avendo avuto un pieno risultato positivo.

Basta appoggiare tutti questi partiti o movimenti che hanno appoggiato politicamente quel referendum, per poi mai accennare un minimo di protesta per il mancato accoglimento. Ci chiediamo quale era la necessità di spendere soldi per chiedere ai cittadini dei pareri per poi puntualmente disattenderli.

È giunta l’ora che i Veneti tornino a essere un popolo consapevole, che è un popolo con una storia millenaria dove le promesse dei governi venivano rispettate ed erano governi lungimiranti per il futuro del popolo. Mai e poi mai un rappresentante popolare sarebbe stato scelto tra i meno peggio.

Non si può porre fiducia nemmeno in quei movimenti / partiti Venetisti di territorio, che non hanno nemmeno più in uso il concetto di indipendenza dello Stato Veneto, latitanti anche nei confronti del loro statuto ma chiedono il voto degli indipendentisti autodeterminati, e solo 30 giorni prima delle elezioni italiane, rifacendosi alle votazioni catalane. Ma i catalani parlavano chiaro, parlavano di indipendenza della Catalunya, le dimostrazioni le facevano realmente nelle piazze e non nei salotti televisivi e quando ci andavano parlavano di indipendenza della Catalunya senza pregiudizi di sorta.

Ecco che in questo clima di falsa democrazia dove si vota per i rappresentanti europei che non eleggono nessuna commissione europea, che non è l’Europa dei Popoli ma la tomba dei popoli europei, dove si vota per partiti che rispondono solo a lobby economiche, è quindi un dovere un dissentire unanime per non essere complici di questa distruzione della democrazia.

I Veneti devono pensare da Veneti e solo per i Veneti perché nella storia non sono mai stati costretti a scegliere il meno peggio.

Caro Veneto astieniti dal votare alle prossime elezioni europee e amministrative che si svolgono sotto il mandato italiano nei territori e nelle province che formavano lo Stato della Nazione Veneta, oggi sfruttato come una colonia economica, dove il Veneto viene deriso quando sceglie il meno peggio e discriminato se non partecipa a questa democrazia farsa, se vi partecipi otterrai l’illusione di essere libero ma di fatto hai dato una frusta nuova a chi ti sfrutta.

È ora che il Popolo Veneto abbia un sussulto d’orgoglio e ricordi che il suo DNA non può essere cancellato e si allontani da questa cloaca maleodorante che si chiama politica italiana.

Parlare di indipendenza e di liberazione dello Stato Veneto e della sovranità del Popolo Veneto sulla propria Nazione Veneta non è un reato ma questo SI che è un è un diritto e un dovere.

Partecipa collaborando a quanto sta facendo il ricostituito Maggior Consiglio, affida la tessera elettorale italiana in custodia al Maggior Consiglio come garanzia del tuo dissenso, al tuo diritto di sottrarti alla complicità nascosta dietro la parola dovere.

Informati prima per non pentirti poi.

Concludiamo citando una nota frase “Se votare facesse qualche differenza, non ce lo lascerebbero fare.

Ma ancora più significative le parole di Tiziano Terzani in merito al voto elettorale in queste “democrazie occidentali”:

La politica, più di ogni altro settore della società, specie quella occidentale, è in mano ai mediocri, grazie proprio alla democrazia, diventata ormai un’aberrazione dell’idea originale quando si trattava di votare se andare o no in guerra contro Sparta e poi…di andarci davvero, andarci di persona, magari a morire.

Oggi, per i più, democrazia vuol dire andare ogni quattro o cinque anni a mettere una croce su un pezzo di carta ed eleggere qualcuno che, proprio perché deve piacere a tanti, ha necessariamente da essere medio, mediocre e banale come sono sempre tutte le maggioranze.

Se mai ci fosse una persona eccezionale, qualcuno con delle idee fuori del comune, con un qualche progetto che non fosse quello di imbonire tutti promettendo felicità, quel qualcuno non verrebbe mai eletto. Il voto dei più non lo avrebbe mai.”

Venezia 31 Maggio 2024

Ufficio Stampa
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