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UOMINI DI STATO NE ABBIAMO ?

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Il mondo dell’indipendentismo veneto, è una cosa talmente pericolosa da combattere ogni giorno, perché è talmente vasta la storia prodotta dalla Repubblica Veneta che in ogni giorno del calendario lo puoi riempire con note e avvenimenti che hanno influito nella storia di tutti da cui tutti ne hanno tratto beneficio.

Ecco che il primo atto fatto dagli stati occupanti è quello di nascondere sistematicamente la storia veneta e con il passare del tempo anche a modificarla. Con l’invasione della Repubblica Veneta da parte della Francia si iniziò da subito a cancellarne i simboli, Il Bastardo di Napoleone ordinò la distruzione di oltre 5 mila leoni di San Marco e spogliò la Serenissima di tutto ciò che aveva un valore economico ma il difficile era nasconderne la storia.

Non ci riuscì nemmeno la corona austriaca che ricevuta la Venezia dalla Francia quale scambio di bottini di guerra in un bar di Campoformido (UD), ne rispettava l’identità lasciando il titolo di “cittadini veneti” e identità di popolo, non imponendo nulla se non le tasse. La peggiore colonizzazione della Repubblica Veneta, sempre colonia dal 1797, avviene con la cessione al regno d’Italia. Ben sapendo di cosa erano capaci i Veneti che li avevano appena bastonati a Lissa e Custoza, il Regno d'italia si preoccupò sin da subito di distruggerne l’identità, nascondendone la storia evitando di insegnarla ed imponendone un'altra, e non solo ma anche una nuova lingua, deridendo e cancellando gli usi e costumi, denigrando il Popolo Veneto con aggettivi spregevoli. Distruggere le Comunità Venete è cosa prioritaria e lo fece con i prefetti, amministratori della cosa pubblica e mettendo nei Territori Veneti quanti più presidi militari fosse possibile, con militari di altra lengua madre, che se non bastasse anche in un fronte di guerra.

La conseguente sopraggiunta povertà diede via all’emigrazione dei Veneti che si videro costretti alla diaspora per la prima volta nella loro storia indebolendo ulteriormente le comunità. Stessa sorte toccò anche ai Territori annessi con la grande guerra. Il Tirolo ne è prova provata.  In quelle terre fu forte la repressione perché forte fu la resistenza di quelle comunità alla colonizzazione italiana. Dal 1866, da dove i veneti furono costretti a diventare cittadini italiani, ad oggi,  questo ha influito negativamente nelle Comunità della Serenissima. Da allora solo emigrazione, povertà e distruzione del Territorio, della coltura, degli usi e costumi con priorità alla cancellazione della Lengoa Veneta, e per ultimo la divisione in tre territori (regioni) lo Stato della Repubblica Veneta.

L’Italia massonica ha usato con i veneti il bastone e la carota, bastonati nelle trincee di Caporetto, sulla linea del Piave, sul Grappa e Pasubio costretti a difendersi da una guerra che l'Italia ha dichiarato e con la propaganda far credere di salvare la Patria (italiana) mentre in realtà essi sottostavano alla volontà espansionistica e aggressiva di una Italia avida e matrigna. Poi i veneti venivano sistematicamente adulati per quanti monumenti funerari in ogni piazza avevano prodotto, ma nel frattempo gli veniva rubata la storia italianizzandola. I 120 Dogi (Capi di Stato della Serenissima) trasformati in politici italiani, pittori, musicisti, poeti e comandanti che difesero la Repubblica Veneta, primati impareggiabili come la prima donna laureata al mondo, le università più prestigiose e antiche del mondo, un modello di governo e di amministrazione invidiato da tutti, diventa tutto sistematicamente italianizzato. Basta una piccola ricerca su Wikipedia per aver conferma di questo. Altro che l’antitrust!

La carota invece è distribuita sotto forma di concessioni alla partecipazione politica italiana dei veneti, citati come esempio di altruismo, grandi lavoratori. Ma attenzione, come prendono visibilità diventano subito, bestemmiatori, razzisti e ubriaconi, omettendo di dire che questi ubriaconi contribuiscono al mantenimento dell’altra metà del paese, non nazione come vogliono far credere mistificando la storia.

La bella notizia è che nonostante tutti questi mezzi coercitivi usati per distruggere l’identità Veneta usando persino la repressione anche della libera espressione di pensiero indipendentista, usando la polizia politica e della asservita alla matrigna magistratura, si arriva ai giorni nostri che l’indipendentismo veneto non è ancora morto, anzi è in forte crescita. Una miriade di movimenti e comitati di liberazione unite ad associazioni culturali, stanno portando avanti la battaglia per i diritto naturale all’indipendenza del Popolo Veneto sovrano sulla  Nazione Veneta, vera Patria dei Veneti. Anche il mondo politico veneto sta portando nei nostri territori, purtroppo non in tutti e con poca chiarezza la conoscenza al diritto dell’autodeterminazione del Popolo Veneto ma arriveranno anche loro a maturare che il diritto all'indipendenza è solo violato e non deve essere concesso da nessuno, semmai aiutato a realizzarlo.

Ecco che l’esercito di cittadini veneti Marciani, autodeterminati, impegnati nella difesa del nostro diritto, evitando la totale cancellazione dell’identità veneta è pronto alla resistenza su tutti i fronti. Basterebbe un po’ più di consapevolezza da parte di tutti e fare corpo unico indossando tutti la stessa divisa e con competenze diverse, colpire sempre in un unico punto affinché si possa rompere la gabbia mentale in cui l’Italia tiene imprigionati i Veneti. Basterebbe non prendere esempio dai politici italiani, basterebbe che i Veneti prendessero esempio dalla loro storia Veneta dove l’uomo al comando si spogliava di tutti i personalismi e diventava un uomo di Stato

Nella Serenissima di oggi ne abbiamo?

" Un uomo di Stato è un politico che dona sé stesso al servizio della Nazione.

Questa è la versione sibillina e subdola Italiana.

La versione Veneta è sempre stata un’altra.

" Un uomo di Stato è una persona che dona sé stesso al servizio della Nazione.

Tutti i veneti devono essere uomini di stato.

Ecco, se ciò avviene, nel terzo millennio ritornerà effettiva la Nazione Veneta che potrà essere solo un faro che illuminerà tutto il mondo oggi in balia alla disgregazione della comunità per portarlo verso il baratro del transumanassimo .